Istituto Ecclesiastico Maria Immacolata (Via del Mascherone 57, 00186 Roma)

“L’Istituto Ecclesiastico Maria Immacolata è stato fondato nel 1903 dal sacerdote genovese Don Antonio Piccardo Senior, Successore del Ven. Padre Giuseppe Paolo Frassinetti nella direzione dell’Opera dei Figli di S.M.I., allo scopo di ospitare sacerdoti provenienti da tutto il mondo per compiere o perfezionare i loro studi ecclesiastici (Sacra Scrittura, Teologia, Filosofia, Diritto Canonico) presso gli Atenei e Università pontificie presenti a Roma, Capitale del Cattolicesimo universale.
Per questo è stato da sempre sede del “Convitto Ecclesiastico Maria Immacolata” e inserito nell’elenco dei Convitti Ecclesiastici approvati dalla Santa Sede attraverso la “Congregazione per l’Educazione Cattolica”, poi confluiti nella “Congregazione per il Clero”, ultimamente ribattezzata da Papa Francesco in Dicastero per il Clero.
Mantenendo fede alla sua “Vocazione” di formatore del giovane clero, il Convitto Ecclesiastico Maria Immacolata di Roma è stato ed è tuttora un valido e sicuro punto di riferimento per l’Episcopato Cattolico di tutto il mondo, intenzionato a fornire ai suoi sacerdoti sede e condizioni ideali per la loro formazione sacerdotale con la quale servire adeguatamente la Diocesi. Anche le Università pontificie ogni anno chiedono la nostra disponibilità ad accogliere i loro iscritti.
A questo hanno sempre mirato, con opera instancabile e assoluta competenza, i Religiosi Figli di Santa Maria Immacolata che si sono succeduti come Rettori, Padri Spirituali e Confessori.
Più correttamente e con maggiore rispondenza alla realtà si deve dire che il nostro Convitto, fin dalla sua fondazione (1903), ha tenuto fede alle direttive del dicastero vaticano preposto all’Educazione cattolica, nel tempo confluito prima nella “Congregazione per il Clero” e poi nell’attuale “Dicastero per il Clero”, e cioè: affiancare gli Ordinari delle Diocesi e i Superiori Maggiori nel “percorso romano” di formazione del loro clero. La Storia della Chiesa e della Congregazione dimostra che la nostra istituzione ha costituito un valore aggiunto alla soluzione del problema endemico, rilevato da S. Pio X, della carenza di strutture ecclesiastiche (Comunità formatrici sacerdotali) nelle quali instradare i sacerdoti (chierici) studenti presenti a Roma in numero considerevoli, prelevandoli letteralmente “dalla strada e dal “mondo”.
Istituto, struttura, posizione
L’Istituto Maria Immacolata, in cui ha sede il Convitto Ecclesiastico, è un edificio strutturato internamente in modo idoneo all’accoglienza di Sacerdoti studenti.
Sia gli ambienti comuni (corridoi, mensa, cappella, sala tv, parlatorio, servizi), sia le camere, tutte dotate di servizi interni, sono ampi e accoglienti; i pasti sono preparati internamente; un congruo numero di personale dipendente proprio provvede alla cucina, alla pulizia delle camere e dei vari ambienti, al servizio mensa e alla lavanderia. E’ a disposizione anche il servizio Internet, con sistema WIFI.
L’Istituto è situato nel centro storico di Roma e permette di raggiungere con facilità non solo le varie sedi universitarie pontificie (Urbaniana, Gregoriana, Laterano, Santa Croce, Giovanni Paolo II), ma anche i luoghi d’interesse storico, religioso, culturale, turistico e commerciale (San Pietro, Piazza Navona, Piazza Campo de’ fiori, Piazza Venezia, Pantheon, Montecitorio, Palazzo Madama, Largo e Teatro Argentina, Trastevere).
L’Istituto è anche sede della Curia Generalizia della Congregazione dei F.S.M.I., nel cui nome opera la Comunità dell’Istituto (sito web www.congregazionefsmi.org) e, provvisoriamente, anche della comunità dello Studentato II.

La Storia
L’Istituto Ecclesiastico Maria Immacolata deve la sua fondazione alla eccelsa figura di Don Antonio Piccardo e alla stima di zelante Sacerdote di cui godeva presso la sede papale di Leone XIII, prima ancora di farsi conoscere personalmente a Roma. Tale e tanta era, infatti, l’opera sua svolta a Genova a favore della Diocesi e dell’Opera “Figli di Maria” fondata dal Sacerdote genovese Giuseppe Paolo Frassinetti.
Da Genova don Piccardo, nel 1902, raggiunse Roma e, mentre si adoperava per erigere a Congregazione Religiosa l’Opera “Figli di Maria”, fu convocato dal Card. Pietro Respighi, Vicario di Sua Santità Leone XIII, che gli partecipò un espresso e vivo desiderio del papa stesso: la fondazione in Roma un Istituto per accogliere Chierici e Sacerdoti studenti.
Don Antonio Piccardo accolse di buon grado la proposta, scaturita direttamente per lui dal profondo del cuore di Papa Leone XIII e l’8 dicembre dello stesso anno 1902 l’Istituto veniva solennemente inaugurato, prima nella sede di Lungotevere Vallati (Palazzo dei Cento preti) e l’anno successivo in quella di Via del Mascherone 55. Dal 1920 al 1928 l’Istituto Maria Immacolata è stata sede del Collegio Lombardo, dalle cui stanze è partito il Card. Achille Ratti per il conclave del 1922 in cui fu eletto Papa con il nome di Pio XI.
Nell’attuale sede di Via del Mascherone, sono stati e sono molti i Vescovi di tutto il mondo che chiedono di alloggiare nel nostro Istituto. Alcuni, quando sono a Roma per i loro impegni, fissano qui la loro dimora temporanea, come Mons. Rubèn Oscar Frassia, Vescovo di Avellaneda (Buenos Aires), e Mons. Hector Aguer, Vescovo di La Plata (Argentina). Al tempo dell’elezione a Sommo Pontefice di Papa Francesco, ha alloggiato qui da noi anche Mons. Garcia, Vicario Episcopale del Card. Giorgio Mario Bergoglio.
Dall’inizio della sua attività il Convitto ha visto la presenza massiccia e continua di un numero considerevole di Sacerdoti studenti provenienti da tutti i continenti. Già nell’anno 1902 – 1903 si contavano 12 sacerdoti e 25 chierici. I periodici lavori di ampliamento e ammodernamento delle strutture hanno permesso di aumentare il numero delle presenze annuali. E’ bello anche ricordare che molti di essi sono diventati Vescovi, alcuni anche Cardinali.
Per dovere di riconoscenza e per rendere onore a chi ha dedicato le proprie energie spirituali e culturali, si deve ricordare che a Padre Antonio Piccardo senior, esimio esempio di virtù e capacità non comuni, sono succeduti, in qualità di Rettori, personaggi del calibro di Padre Antonio Minetti, nominato direttamente da P. Antonio Piccardo senior, in seguito alla decisione di lasciare Roma e tornare a Genova, e a lui succeduto in qualità di II Superiore Generale, Padre Tommaso Olcese, Padre Crisante Barberini, Padre Muzzi Latino Padre Papi Pietro e poi ancora Padre Augusto De Angelis, nuovamente P. Muzzi e P. Barberini e, infine, l’attuale Superiore Generale emerito, Padre Roberto Amici.
Per volere di quest’ultimo nel 2022 è stato ripristinato l’ingresso originale del civico 57 con un opportuno ammodernamento che mette in risalto l’antico portale. Inoltre l’ingresso in Istituto è arricchito di una bellissima vetrata in cui è ritratta un’originale immagine dell’Immacolata, opera di un noto artista romano del vetro.
Comunità Sacerdotale e vita interna
Il Regolamento dell’Istituto prevede che possono entrare a far parte della Comunità, e quindi essere accolti nell’omonimo Convitto, solo i Sacerdoti studenti
Solitamente la permanenza dei Sacerdoti studenti ospiti si protrae per la durata dei due anni “ad licentiam”, ma non sono pochi quelli che continuano gli studi per ottenere il Dottorato nelle varie discipline teologiche con cui servire le proprie diocesi.
Attualmente si contano ben 25 nazionalità in rappresentanza di 4 continenti, ivi compresa la presenza, sia pure non consistente, di studenti italiani provenienti da varie diocesi italiane.
La vita all’interno dell’Istituto è scandita soprattutto dai ritmi dello studio, della frequenza alle lezioni universitarie e delle visite alle biblioteche, ma ciò non deve far pensare ad una “convivenza di individui”, perché tutto viene da tutti partecipato a tutti nei momenti in cui gli ospiti si ritrovano “insieme”: nelle celebrazioni comunitarie, ai pasti, nei corridoi post-prandium, nella sala tv, negli incontri individuali. Non di rado si assiste a vere e proprie discussioni in cui ciascuno partecipa le proprie esperienze di studio ed espone il proprio punto di vista su questa o quella questione teologica.
Vita comunitaria
Attualmente la comunità incaricata dal Consiglio Generalizio per la formazione dei Sacerdoti studenti, ospiti del Convitto Ecclesiastico Maria Immacolata, è costituita dai seguenti Sacerdoti Religiosi FSMI: Padre Giuseppe Prencipe (Superiore e Rettore), Padre Eric Gonzales (Economo) e Padre Emmanuel Riva (Animatore Spirituale).
Nell’anno accademico 2023 – 2024 sono stati ospiti del Convitto n. 41 Sacerdoti, a fronte di una media annuale di 38 – 40 attestatasi negli ultimi 15 anni.
Le attività di studio individuali si inseriscono armonicamente nella vita comunitaria, sia pure in maniera non intensa, ma in un certo senso completa, in quanto sono molti i momenti in cui ci si trova insieme per pregare e riflettere, oltre che per i pasti. Riporto a questo proposito, con valore di sintesi, quanto espresso nella relazione sull’a.a. 2011 – 2012, inviata come di consueto all’allora Congregazione per il Clero (attuale Dicastero per i Clero).
“Per quanto riguarda la dimensione ecclesiale, liturgica e spirituale, la comunità sacerdotale presente in Istituto ha vissuto momenti importanti, sia a livello interno che a livello ecclesiale. Le attività che si sono svolte e le iniziative realizzate si possono suddividere in base alle cadenze con le quali sono portate avanti:
Annuale: inaugurazione e conclusione dell’anno accademico con solenne concelebrazione e momenti di fraternità;
Mensile: giornata sacerdotale con riflessione guidata da personale qualificato, seguita da adorazione eucaristica e incontro fraterno;
Settimanale: adorazione personale e comunitaria, vespri solenni e benedizione eucaristica;
Giornaliera: celebrazione eucaristica comunitaria con recita delle lodi, ora media e Angelus prima del pranzo, Vespri e Santo Rosario prima di cena.
Periodica: solenne celebrazione dell’Immacolata, festa dell’Istituto e della Congregazione, con novena e triduo finale guidato da personale qualificato; celebrazione della tradizionale festa della Provvidenza; Via Crucis quaresimale; partecipazione agli eventi della Chiesa di Roma; confessioni e distribuzione eucaristica in Vaticano.
Tutte le celebrazioni sono preparate con cura e svolte dagli stessi ospiti, con l’ausilio di canto e suono. Per la presidenza delle Celebrazioni, dell’Adorazione eucaristica e della preghiera comunitaria è adottato un particolare sistema di turnazione settimanale e mensile. Molto importante e gradita è la collaborazione cui si predispongono i Diaconi presenti tra gli ospiti, tutti giunti alla Consacrazione sacerdotale nel corso dell’anno accademico, condizione essenziale per la loro ammissione nella comunità sacerdotale”.
Testimonianze spontanee
“Diceva il Santo Giovanni Paolo II che per chi ha la fortuna di formarsi nella capitale del cattolicesimo, più importante degli studi è “conoscere Roma stessa”. In effetti le Licenze e i Dottorati si possono conseguire in molti posti, ma l’esperienza profonda della Chiesa Cattolica che si vive a Roma è difficile che si possa trovare in qualche altro posto del mondo.
L’istituto Ecclesiastico Maria Immacolata, con il suo molteplice ambiente culturale, linguistico e spirituale, è una casa dove ci si può arricchire con quel “aprender Roma” che solo codesta città può offrire. In effetti, si potrebbero dire molte cose di questa istituzione formativa, dalla sua ottima posizione nella Roma rinascimentale ai suoi accoglienti locali.
Il maggior pregio dell’Istituto è la comunità sacerdotale che vi risiede: superando le frontiere dei collegi nazionali o delle residenze che si offrono a coloro che condividono la stessa esperienza religiosa e spirituale, i Figli di Santa Maria Immacolata intendono creare uno spazio familiare nel quale hanno grande importanza sensibilità ecclesiali molto diverse in un clima di accoglienza e rispetto reciproci. Un ambiente, certamente, non scaturisce in modo spontaneo, tanto meno in questo tempo nel quale il cattolicesimo vediamo che è sottomesso a molti “tira e molla” da ogni angolo. Una casa per “aprender Roma” si costruisce con una ospitalità di servizio che accoglie senza scegliere coloro che la pensano come noi; con una confidenza che nasca dalla paternità allegra; con uno squisito rispetto verso tutti, quantunque le distanze culturali o ecclesiali siano enormi; con un’armonia costruita sopra un delicato rispetto verso la libertà di coloro che sono diversi.
Ho avuto la fortuna di “conoscere Roma” attraverso i Figli di Santa Maria Immacolata nella grande casa del Mascherone. Qui ho imparato ad amare la Chiesa negli aspetti che non conoscevo: la sua immensità e la sua diversità. Qui ho appreso che si può aprire il cuore a ciò che conta. Che per quanto grande e bello sia il proprio angolo ecclesiale, la propria diocesi, il proprio movimento … non è che un angolo della grande Chiesa.
Per avermi permesso di “aprire gli occhi” verso la materna cattolicità, non posso che avere il cuore pieno di gratitudine verso la congregazione dei FSMI e verso quella grande casa di accoglienza nella quale essi seguono tanti sacerdoti formandoli alla sana romanità e nella carità materna che ha per modello l’umile Maria, della quale prendono il nome.”(Segue testo in lingua)
Decía el Santo Juan Pablo II que para quien tiene la fortuna de formarse en la capital del catolicismo, más importante que los estudios es “aprender Roma misma”. En efecto: licenciaturas y doctorados pueden obtenerse en muchos sitios, pero la experiencia profunda de la Iglesia Católica que se vive en Roma es difícil que se encuentre en algún otro lugar del mundo.
El Instituto Eclesiástico María Inmaculada, con su variado ambiente cultural, lingüístico, espiritual, es un hogar donde poder enriquecerse con ese “aprender Roma” que sólo esta ciudad puede ofrecer. En efecto, podrían decirse muchas cosas positivas de esta institución formativa, desde su óptima localización hasta sus estupendas instalaciones. Pero el mayor valor del Instituto es la comunidad sacerdotal que lo habita: superando las fronteras de los colegios nacionales o de las residencias que se ofrecen a los que comparten una misma experiencia religiosa o espiritual, los Hijos de Santa María Inmaculada consiguen crear un espacio familiar en el que tienen cabida sensibilidades eclesiales muy diversas en un clima de acogida y respeto mutuos. Un ambiente, por supuesto, no surje de modo espontáneo, tanto menos en este tiempo en que el catolicismo se ve sometido a muchos tiras y aflojas desde distintos ángulos. Una casa para “aprender Roma” se construye con una hospitalidad servicial que acoja sin seleccionar a quienes son del propio gusto; con una confianza que nazca de la paternidad alegre; con un respeto exquisito a cada persona, aunque las distancias culturales o eclesiales sean enormes; con una armonía edificada sobre el delicado respeto a la libertad del que es diferente.
He tenido la fortuna de “aprender Roma” de la mano de los Hijos de Santa María Inmaculada, en el gran caserón del Mascherone. Aquí he aprendido a amar la Iglesia en unos aspectos que no conocía tanto: su inmensidad y su diversidad. Aquí he aprendido que se puede abrir el corazón al que es distinto. Que por cuanto grande y hermoso sea el propio rincon eclesial, la propia diócesis, el propio movimiento… no es más que un rincón de la gran Iglesia.
Por haberme permitido “abrir los ojos” a la materna catolicidad, no puedo más que tener el corazón lleno de gratitud hacia la Congregación de los FSMI y hacia esa gran casa acogedora donde siguen gestando a tantos sacerdotes en la sana romanidad y en la caridad materna que tiene por modelo a aquella de la que toman nombre, la humilde María.
Don Joaquín Mestre (Valencia-España), a.a. 2011 – 2012
Il Sacerdote angolano Araujo Pacheco Da Silva, alla partenza dall’Istituto, alla conclusione dei suoi studi dottorali e “in pectore” Cancelliere diocesano, ha voluto rilasciare la seguente testimonianza che riportiamo per trasmettere una significativa visuale dell’attività formativa che caratterizza il nostro Istituto.
Valutazione dell’anno accademico
«Gentile Rettore, vorrei delineare il mio intervento in dieci punti, ma lo riassumo nei tre che ritengo più essenziali. Quello che dirò l’ho scritto nel mio quaderno personale e lo direi in ogni circostanza, perché sono molto felice di essere stato in questa casa di formazione durante i tre anni accademici dei miei studi romani.
Una direzione accogliente. Durante il mio soggiorno ho potuto godere di un ambiente molto accogliente, in cui facilmente ho potuto condividere la mia vita sacerdotale e di studente di teologia con tutti gli studenti. Ho trovato tutti sempre disponibili, a qualsiasi ora del giorno e per qualsiasi situazione. Ho avuto una “squadra” (la comunità fsmi) che tratta tutti allo stesso modo, nessuno si sente distante; una direzione che conosce la realtà concreta di tutti gli studenti, le loro qualità, bisogni e particolarità socio-culturali.
Una casa accogliente. Il clima in casa è di fraternità, familiarità e vicinanza tra tutti, grazie al modo in cui la direzione del collegio conduce la vita comunitaria: con delicatezza e rispetto per tutti, senza formalità, consentendo a ciascun sacerdote di condurre la propria vita in una libertà responsabile, senza imporre regole come se fosse un seminario, perché ognuno di noi arriva già con un’esperienza di vita sacerdotale, con autonomia di vita.
Un programma comunitario favorevole. Fortunatamente, il college ha un programma di vita della comunità che lascia molto spazio alla crescita individuale. Un programma spirituale che lascia spazio all’autorganizzazione della vita personale, alla crescita della vita di preghiera individuale. Un programma che privilegia gli studi individuali, poiché ognuno di noi studia in università diverse e con il proprio ritmo di studi.
Pertanto non vorrei andare avanti troppo a lungo, voglio solo ringraziare tutti i miei colleghi, sono cresciuto con loro, ho imparato molto in questo periodo. Mi dispiace, a causa dei limiti umani, non ho potuto dialogare o scambiare esperienze con tutti allo stesso modo, ma mi sono sempre sentito in comunione di vita fraterna con tutti.
In Angola si dice che “c’è il male che viene”. Era difficile trovare un collegio con spazio per due della stessa diocesi. Questo collegio per me è stata una grazia di Dio e ringrazio ancora una volta i membri del management team, che continuano con questo stile nella gestione del collegio e nell’interazione con gli studenti».
Don Araujo Pacheco da Silva (Angola), a.a. 2021 – 2022


